Perché simulare le tasse prima di aprire la partita IVA
Prima di aprire la partita IVA — o di accettare un contratto come freelance — è fondamentale capire quante tasse pagherai realmente. La differenza tra lordo e netto nel regime forfettario può sorprendere chi è abituato al reddito da dipendente: non esiste il sostituto d'imposta, i contributi si pagano in acconto e saldo, e la pressione fiscale varia significativamente in base all'ATECO e alla cassa previdenziale.
Scenari tipici di simulazione
| Profilo | Fatturato | Coef. | Al. | Cassa | Netto stimato |
|---|---|---|---|---|---|
| Sviluppatore freelance (inizio) | €30.000 | 67% | 5% | Gest. Sep. | ~€23.500 |
| Consulente marketing (consolidato) | €50.000 | 78% | 15% | Gest. Sep. | ~€35.000 |
| Artigiano elettricista | €40.000 | 86% | 15% | Artigiani (-35%) | ~€29.000 |
| Commerciante abbigliamento | €60.000 | 40% | 15% | Commercianti | ~€50.000 |
| Avvocato (cassa forense) | €70.000 | 78% | 15% | Cassa prof. 15% | ~€48.000 |
Pressione fiscale: forfettario vs dipendente
Un lavoratore dipendente paga IRPEF da subito sul 100% del reddito (scaglioni 23–43%), mentre il forfettario paga l'imposta sostitutiva solo sull'imponibile ridotto dal coefficiente. Questo genera un vantaggio fiscale significativo specialmente sopra i €28.000 di reddito imponibile (dove l'IRPEF sale al 35%).