Come funziona l'imposta sostitutiva del forfettario
L'imposta sostitutiva è il cuore del vantaggio fiscale del regime forfettario: sostituisce IRPEF, addizionali regionale e comunale e IRAP. Si calcola applicando una percentuale fissa (5% o 15%) alla base imposta, cioè il reddito imponibile al netto dei contributi INPS.
Formula dell'imposta sostitutiva
Imposta sostitutiva = (Reddito imponibile − Contributi INPS) × Aliquota (5% o 15%)
| Fatturato | Coef. ATECO | Base imposta* | Imposta 5% | Imposta 15% | Risparmio |
|---|---|---|---|---|---|
| €20.000 | 78% | €11.533 | €577 | €1.730 | €1.153/anno |
| €30.000 | 78% | €17.300 | €865 | €2.595 | €1.730/anno |
| €50.000 | 78% | €28.833 | €1.442 | €4.325 | €2.883/anno |
| €70.000 | 78% | €40.367 | €2.018 | €6.055 | €4.037/anno |
*Esempi con Gestione Separata 26,07%, senza riduzione 35%.
Quando si applica il 5%? Condizioni e durata
L'aliquota ridotta al 5% si applica per i primi 5 anni di attività a chi soddisfa contemporaneamente tre condizioni:
- Non ha esercitato, nei 3 anni precedenti, attività artistica, professionale o d'impresa (anche in forma associata o familiare).
- L'attività intrapresa non è mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta come lavoratore dipendente o autonomo (fa eccezione il praticantato obbligatorio).
- In caso di prosecuzione di un'attività già svolta da altri, i ricavi del cedente non devono superare i limiti che consentono l'accesso al regime forfettario.
Conviene aspettare a raggiungere il 15%?
No, generalmente non conviene posticipare l'apertura per "sfruttare meglio" il 5%. Il 5% è un vantaggio aggiuntivo, ma anche il 15% è molto più basso dell'IRPEF ordinaria (23–43%). Ogni anno senza partita IVA è semplicemente un anno di reddito perso o tassato in modo meno vantaggioso.