Guida Completa al Regime Forfettario 2026

Tutto quello che devi sapere sul regime forfettario 2026: requisiti di accesso, limiti di ricavi, come si calcolano le tasse, vantaggi, svantaggi e confronto con il regime ordinario.

Aggiornata: Gennaio 2026 · Normativa: L. 190/2014, L. 197/2022 e ss.mm.ii.

Cos'è il regime forfettario?

Il regime forfettario è il regime fiscale agevolato previsto dalla Legge 190/2014 (Legge di Stabilità 2015). Si rivolge ai contribuenti persone fisiche che svolgono attività d'impresa, arte o professione in forma individuale.

È il regime "naturale" per chi apre una partita IVA con ricavi contenuti: salvo opzione per un regime diverso, chi rispetta i requisiti vi rientra automaticamente.

Il regime è caratterizzato da:

  • Un'imposta sostitutiva unica (5% o 15%) che sostituisce IRPEF, addizionali regionale e comunale e IRAP.
  • Esonero dall'IVA: nessuna IVA da addebitare in fattura, da versare o da detrarre.
  • Contabilità e adempimenti semplificati.
  • Nessuna ritenuta d'acconto subita (e non applicata ai fornitori).
  • Esonero dagli ISA (Indici Sintetici di Affidabilità, ex studi di settore).

Requisiti di accesso al forfettario 2026

Per accedere (o rimanere) nel regime forfettario nel 2026 è necessario:

  1. Essere una persona fisica (non società).
  2. Aver conseguito nell'anno precedente ricavi o compensi ≤ 85.000 €.
  3. Non utilizzare regimi speciali IVA (es. editoria, agenzie di viaggio, regime del margine).
  4. Non partecipare, nell'anno in corso, a società di persone, associazioni professionali o SRL in regime di trasparenza fiscale.
  5. Non aver percepito, nell'anno precedente, redditi da lavoro dipendente o assimilati superiori a 30.000 € (la condizione non si verifica se il rapporto di lavoro è cessato).

Limiti di ricavi: 85.000 e 100.000 euro

Dal 2023 (Legge di Bilancio 2023) esistono due soglie critiche:

SogliaConseguenzaQuando scatta
85.000 €Uscita dal forfettario dall'anno successivoSe superata nell'anno precedente a quello di verifica
100.000 €Uscita immediata nel corso dell'anno correnteDal momento in cui si supera la soglia in corso d'anno; obbligo IVA immediato
Caso pratico: se a ottobre 2026 il tuo fatturato supera i €100.000, dalla fattura successiva devi applicare l'IVA, tenere la contabilità ordinaria e presentare la dichiarazione IVA per i mesi residui. Non aspettare il 31 dicembre.

Come si calcolano le tasse nel forfettario

Il calcolo si articola in quattro passaggi.

1. Calcolo del reddito imponibile

Reddito imponibile = Fatturato × Coefficiente di redditività ATECO

Il coefficiente di redditività non è uniforme: varia dal 40% (commercio, ristorazione) all'86% (costruzioni). I valori intermedi più diffusi sono il 78% (professionisti) e il 67% (altre attività).

Vedi la tabella completa dei coefficienti ATECO.

2. Imposta sostitutiva

Imposta sostitutiva = (Reddito imponibile − Contributi INPS) × 5% oppure 15%

L'aliquota al 5% si applica nei primi 5 anni di attività. È riservata ai nuovi imprenditori e professionisti che non abbiano esercitato attività analoga nei 3 anni precedenti.

Dopo 5 anni — o al venir meno delle condizioni — si passa all'aliquota ordinaria al 15%.

3. Contributi previdenziali INPS

I contributi previdenziali non rientrano nell'imposta sostitutiva, ma sono un costo rilevante. Sono inoltre deducibili dal reddito imponibile forfettario prima del calcolo dell'imposta:

  • Gestione Separata: 26,07% del reddito imponibile.
  • Artigiani: ~€4.515 fissi + 24% eccedenza (riduzione 35% opzionale).
  • Commercianti: ~€4.549 fissi + 24,48% eccedenza (riduzione 35% opzionale).
  • Casse professionali: aliquote variabili per categoria (10–20%).

4. Netto finale

Netto = Fatturato + eventuale rivalsa − Contributi INPS − Imposta sostitutiva

Usa il calcolatore per ottenere il risultato preciso in pochi secondi.

Vantaggi del regime forfettario

  • Aliquota fiscale bassa: 5–15% contro il 23–43% dell'IRPEF ordinaria.
  • Nessuna IVA: meno burocrazia e prezzi competitivi verso clienti privati.
  • Contabilità semplificata: nessun registro IVA, nessuna liquidazione trimestrale.
  • Nessuna ritenuta d'acconto: ricevi i pagamenti integrali senza trattenute.
  • Nessun ISA: non sei soggetto agli indici sintetici di affidabilità fiscale.
  • Riduzione INPS 35% per artigiani e commercianti.
  • Fattura elettronica semplificata (obbligo dal 2024 per tutti, ma il ciclo è più snello).

Svantaggi e limiti del regime forfettario

  • Nessuna deduzione delle spese reali: se hai molti costi (collaboratori, software, auto) il forfettario non le deduce; nel regime ordinario sarebbero deducibili.
  • IVA non recuperabile: se compri attrezzature costose, perdi la detrazione IVA.
  • Limite ricavi 85.000 €: superato il limite si esce dal regime.
  • Non si può avere una SRL (se partecipata, esclude dal forfettario).
  • Clienti business con IVA: alcune aziende preferiscono fornitori in regime ordinario per poter detrarre l'IVA.
  • Contributi INPS non deducibili dall'imposta sostitutiva (sono però deducibili dal reddito complessivo IRPEF se presente da altre fonti).

Forfettario vs Regime Ordinario: quando conviene quale

ScenarioForfettarioOrdinario
Fatturato < €85.000, poche spese✅ Molto conveniente❌ Più oneroso
Molte spese deducibili (>30% del fatturato)⚠️ Meno vantaggioso✅ Può convenire
Clienti privati (B2C)✅ Prezzi più competitivi (no IVA)❌ Prezzi + IVA
Clienti business (B2B) che detraggono IVA⚠️ Neutro/leggermente svantaggioso✅ Neutro per il cliente
Acquisto attrezzature costose❌ No recupero IVA✅ IVA detraibile
Reddito da dipendente + P.IVA⚠️ Valutare soglia 30.000€ dip.❌ Cumulo aliquote alto

Come aprire la partita IVA in regime forfettario

L'apertura della partita IVA in regime forfettario è gratuita e si effettua online o presso un CAF/patronato:

  1. Scegli il codice ATECO corrispondente alla tua attività principale.
  2. Compila il modello AA9/12 (persone fisiche) disponibile sul sito dell'Agenzia delle Entrate.
  3. Presenta il modello online (tramite FISCONLINE/ENTRATEL), via raccomandata o di persona all'ufficio dell'Agenzia delle Entrate.
  4. Ricevi il numero di partita IVA immediatamente (o entro pochi giorni se per posta).
  5. Iscriviti alla cassa previdenziale competente entro 30 giorni dall'inizio attività.
  6. Attiva la fattura elettronica tramite il sito dell'Agenzia delle Entrate o un software dedicato.

Adempimenti periodici del forfettario

AdempimentoScadenzaNote
Dichiarazione dei redditi (Modello Redditi PF)30 novembre (anno successivo)Quadro LM per forfettario
Acconto INPS I rata30 giugno~40% del dovuto anno precedente
Acconto INPS II rata30 novembre~60% del dovuto anno precedente
Saldo INPS + acconto imposta sostitutiva30 giugno (anno successivo)Saldo dell'anno + I acconto anno corrente
Fattura elettronicaEntro 12 giorni dall'incasso (immediata)Obbligatoria dal 1° gennaio 2024

Strumenti per calcolare le tasse

FAQ — Regime Forfettario 2026

Cos'è il regime forfettario?

È il regime fiscale agevolato per persone fisiche con ricavi ≤ 85.000€. Prevede un'imposta sostitutiva unica (5–15%), esonero IVA e contabilità semplificata.

Chi può accedere al forfettario nel 2026?

Persone fisiche con ricavi/compensi ≤ 85.000€ nell'anno precedente, senza regimi IVA speciali, senza partecipazione a società di persone/SRL trasparenti, con reddito dipendente ≤ 30.000€.

Quali sono i vantaggi principali?

Aliquota bassa (5–15%), nessuna IVA, contabilità semplificata, nessuna ritenuta d'acconto, nessun ISA, riduzione 35% INPS per artigiani/commercianti.

Quando conviene uscire dal forfettario?

Quando le spese deducibili superano il 25–30% del fatturato, quando si acquistano beni strumentali costosi con IVA recuperabile, o quando si supera sistematicamente i 85.000€.

Il forfettario è compatibile con il lavoro dipendente?

Sì, ma il reddito da lavoro dipendente dell'anno precedente non deve superare i 30.000€. Se il rapporto di lavoro è cessato, la condizione non si applica.