Perché calcolare la quota tasse su ogni fattura
Nel regime forfettario non esiste il sostituto d'imposta che trattiene le tasse alla fonte. Sei tu a versare tutto in autonomia, tipicamente in due rate di acconto (giugno e novembre) e un saldo (giugno dell'anno successivo). Se non accantoni una parte di ogni fattura, rischi di trovarti a giugno senza liquidità per versare importi rilevanti.
Quota percentuale da accantonare per ATECO
| Coef. ATECO | Aliq. 5% + Gest. Sep. | Aliq. 15% + Gest. Sep. |
|---|---|---|
| 40% (commercio, ristorazione) | ~11,9% | ~14,9% |
| 54% (commercio ambulante) | ~16,1% | ~20,1% |
| 62% (intermediari) | ~18,5% | ~23,0% |
| 67% (altre attività) | ~19,9% | ~24,9% |
| 78% (professionisti) | ~23,2% | ~29,0% |
| 86% (costruzioni) | ~25,6% | ~32,0% |
I valori includono Gestione Separata (26,07%) e imposta sostitutiva. Per artigiani/commercianti la percentuale varia in base al reddito annuo cumulato.
Dicitura obbligatoria in fattura per il forfettario
Le fatture emesse in regime forfettario devono riportare obbligatoriamente la seguente dicitura (o equivalente):
«Operazione effettuata ai sensi dell'art. 1, commi 54–89, della Legge n. 190/2014 e ss.mm.ii. — Regime forfettario. Imposta sul valore aggiunto non applicata. Operazione non soggetta a ritenuta d'acconto ai sensi dell'art. 1, co. 67, L. 190/2014.»